mercoledì 14 marzo 2018

SARDEGNA: I DAZI U.S.A. E LA BREXIT PREOCCUPANO LE IMPRESE SARDE. A RISCHIO UN EXPORT DA 217 MILIONI


Sassari 14 marzo - La speranza è che Trump non imponga dazi anche su vino e formaggio.
Ai tre anni di sanzioni che hanno limitato le esportazioni dei prodotti sardi verso Russia si aggiungeranno altre due preoccupazioni, la Brexit e i dazi che il presidente americano Donald Trump sta imponendo sull' importazioni di prodotti UE negli Stati Uniti.
prodotti tradizionali sardi
I tipici tappeti di produzione artigianale
Verso USA e Inghilterra infatti le piccole e micro imprese isolane nel 2016 hanno esportato merci per un totale di 217 milioni di euro.
Il bilancio compare in un'analisi dell'Osservatorio per le Micro e Piccole Imprese di Confartigianato Sardegna, sulla base dei dati ISTAT raccolti nel 2016.
Una fetta di mercato importantissima che, qualora venisse a mancare creerebbe non poche difficoltà agli imprenditori sardi.
Dall'Isola sono partite alla volta degli Stati Uniti merci per un totale di 148,4 milioni di euro di cui 104,1 provenienti dall'agroalimentare, cifra che qualifica il paese a "stelle e strisce" come primo consumatore con il 60% delle esportazioni. L'Inghilterra invece investe in vino, formaggio e affini solo 3,4 milioni che rappresentano poco più del 2% delle esportazioni, mentre per le altre lavorazioni degli artigiani isolani spende una cifra superiore ai 60 milioni su un totale di 69.
Una cospicua fetta di mercato è a rischio se la diplomazia internazionale non interverrà in maniera tempestiva.
Il pericolo, sostiene Confartigianato, è quello di tornare indietro di decenni, e vanificare tutti gli sforzi compiuti negli anni per abbattere le barriere e favorire il libero commercio.
In questo delicato equilibrio è necessario prima di tutto trovare nuovi sbocchi commerciali.
Molte imprese sarde si stanno muovendo già in questa direzione guardando ai mercati dell'Europa dell'est e soprattutto della Cina. In quest'ottica sono fondamentali gli impegni assunti dalle organizzazioni di categoria ma anche dalla Regione in tema di promozione e valorizzazione dei prodotti Isolani.
Inoltre è fondamentale investire su innovazione e formazione, come hanno ricordato Antonio Matzutzi e Stefano Mameli, presidente e vicepresidente di Confartigianato Imprese Sardegna.
La palla passa alla diplomazia. Si tratta di una questione prevalentemente politica, tipica di quegli scenari da guerra commerciale che ancora una volta rischia di fare "vittime" soprattutto tra piccoli produttori e consumatori, cioè i più deboli.

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