giovedì 3 dicembre 2020

SASSARI: IN VIALE SAN PIETRO SARANNO COMPLETATI I LAVORI PER LA NUOVA TERAPIA INTENSIVA. NEL 2021 ALTRI 30 POSTAZIONI.

 Sassari 3 dicembre - Gli esami non finiscono mai, e neanche i lavori nel settore pubblico. Quello che dovrebbe essere un iter scontato si trasforma spesso in un lieto fine.

I lavori erano iniziati nel lontano 2013 ma poi, a causa di alterne vicissitudini, la "stecca bianca" di viale San Pietro aveva visto sfumare il completamento e l'adeguamento della nuova terapia intensiva al pian terreno. Fino ad oggi.

La stecca bianca di viale San Pietro (foto AOU)

È stato infatti dato il tanto sospirato via libera per completare i lavori che renderanno operativi 30 nuove postazioni in terapia intensiva. Una boccata d'ossigeno, letteralmente, considerando la piena emergenza covid-19.

Il progetto iniziale del 2013 prevedeva 23 nuove postazioni, ma il fallimento della ditta incaricata dei lavori provocò un primo stop già nel 2015. Solo nel 2019, concluse le vicende giudiziarie, l'AOU ha potuto predisporre il progetto per completare le opere.

Il piano iniziale è stato adeguato alla pandemia di covid-19 e così dai 16 posti iniziali si è passati a 23. Questo permetterà di ospitare nei locali della "stecca bianca" fino a 30 pazienti, anche se in una conformazione provvisoria della terapia intensiva che comunque sarà consegnata fra trenta giorni, nella prima settimana di gennaio.

Al termine dell'emergenza coronavirus, i lavori proseguiranno per completare definitivamente il nuovo reparto di rianimazione.

Il progetto è definito modulare. Sarà cioè possibile garantire l'assistenza ai pazienti con diversi livelli di criticità. «Potremo garantire assistenza all’interno di un’unica struttura – afferma il professor Pier Paolo Terragni, direttore del dipartimento di Emergenza e Urgenza – sia al paziente altamente critico sia a quello sub-critico, che supera cioè la fase acuta con supporti non invasivi sia in entrate sia in uscita dall’unità denominata TI30. Si realizza, inoltre, una ottimizzazione delle risorse umane mediche e infermieristiche  – di cui l’Aou è carente – e una unificazione dei processi clinico assistenziali».

La speranza è che con l'aumento delle postazioni di terapia intensiva continui a diminuire la pressione sui reparti di rianimazione. Tra agosto e novembre i ricoverati infatti sono stati circa 100, mentre nella prima ondata, tra marzo e maggio, erano stati circa 30.

Nessun commento:

Posta un commento