mercoledì 11 ottobre 2017

SARDEGNA: BOOM DEI PRODOTTI SARDI ALL'ESTERO MA IL FORMAGGIO PIACE SEMPRE MENO

Sassari 4 ottobre  - All'estero non finiscono solo i cervelli sardi.
Offre un quadro incoraggiante il rapporto stilato da Confartigianato Imprese Sardegna 
panada
La Panada di Oschiri, un prodotto molto apprezzato
(CIS), per quanto riguarda le esportazioni di prodotti sardi nel primo semestre 2017.
I dati ISTAT relativi alle piccole e micro imprese del settore artigianale parlano di un incremento del 13,7% rispetto al 2016. Dall'analisi sono esclusi i prodotti della lavorazione petrolifera, che da soli costituiscono la principale esportazione dell' isola. Questo è un dato incoraggiante perché i risultati positivi fanno riferimento alla sola produzione artigiana di realtà imprenditoriali di dimensioni contenute. 
Un mercato da 170 milioni di euro all'anno in cui l'agroalimentare, settore trainante, pesa sul totale per oltre il 43%. Secondo quanto emerge dal rapporto, si è registrato un incremento nella richiesta di carni lavorate, olio, prodotti ittici e conserve. Queste ultime in particolare rispetto all'anno precedente fanno segnare un più 67%. Anche pane, pasta e prodotti da forno reggono. 
Cagliari la fa da padrona con un incremento del 56% ed oltre 83 milioni di euro mentre Sassari, con i suoi 38 milioni registra un calo dello 0,6%.

Il "flop" inaspettato arriva invece dal prodotto associato per eccellenza all'export sardo, il formaggio. Rispetto al 2016 la domanda è scesa del' 11%.
Ad apprezzare molto il "made in Sardinia" sono gli Stati Uniti, che assorbono oltre il 60% delle esportazioni, mentre il consumatore più accanito nel mercato europeo è la Germania, che però si ferma al 9,5%. Un dato curioso che vede il grosso della produzione alimentare di micro e piccole imprese sarde, muoversi oltre oceano, mentre nel nostro continente non sembra avere lo stesso appeal.
Come sottolinea CIS, è importante la fetta di mercato guadagnata dal settore moda-abbigliamento: piccole aziende impegnate nella confezione di articoli sartoriali o accessori, per lo più dirette da imprenditori under 35, che hanno registrato un incoraggiante 6%.
Secondo il Segretario regionale di Confartigianato Imprese, Stefano Mameli, alla base degli importanti riscontri ci sarebbe una politica della Regione molto attiva per quanto riguarda la promozione all'estero e l'internazionalizzazione dell'offerta delle produzioni isolane, oltre alle nuove tecniche di vendita e di formazione che mirano alla creazione di operatori preparati per questo specifico settore.
Segnali positivi che, sempre secondo Mameli, porteranno maggiori investimenti a favore dell'economia isolana.

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