martedì 14 febbraio 2017

Cronaca: Finanziamento ed Investimento. Dalle Rapine alle piantagioni di Cannabis
                                    
Sassari 14  febbraio - Intraprendenza e senso per gli affari sono alla base di ogni business di successo, a patto che di mezzo non ci siano droga e rapine.
Si è conclusa con cinque arresti da parte dei Carabinieri del reparto Territoriale di Olbia l'operazione denominata "Corrasi". Un'indagine lunga sei mesi alla quale hanno collaborato i reparti del Comando Provinciale di Nuoro ed il nucleo Cinofili di Abbasanta. I soggetti finiti in manette, di età compresa tra i 33 ed i 43 anni e tutti residenti tra Olbia e Oliena,  sono accusati di riciclaggio di banconote provento di reato, coltivazione e vendita di sostanze stupefacenti e, dulcis in fundo, minacce.
Gli inquirenti hanno seguito le tracce lasciate da un ingente quantitativo di banconote, segnate dall'inchiostro presente nei dispositivi di sicurezza di furgoni blindati e casseforti. Il denaro veniva "ripulito" per lo più in sale giochi e centri commerciali di Olbia. La prassi era semplice: i soldi venivano introdotti nelle macchinette cambiamoneta o nelle slot machines per poi essere immediatamente ritirati. Questo permetteva di riciclare i proventi di reato con soldi "puliti".
Il passo successivo consisteva nell'investire le nuove risorse nella coltivazione della cannabis e nella vendita dei semi. Questi ultimi, di qualità Northern Light, venivano acquistati a Barcellona da un intermediario tuttora in fase di identificazione.
I pedinamenti effettuati dai Carabinieri hanno permesso di risalire a tre piantagioni con circa 800 piante, tutte situate nei pressi di Oliena. Una di queste era attrezzata con un sofisticato sistema di irrigazione alimentato tramite l'allaccio abusivo alle reti idrica ed elettrica.
Le sementi erano anche vendute separatamente, a circa 3/4 € l'uno. Tra commercio e coltivazione, gli introiti della banda sono stati stimati per una cifra vicina al 1.000.000 di euro, a fronte di un investimento iniziale di 12.000.
A rendere particolarmente difficili le indagini il clima di paura, a fronte di presunte minacce e timore di ritorsioni, creatosi tra le stesse vittime, per lo più proprietari e gestori di sale giochi.

Tre dei componenti sono finiti in carcere mentre per gli altri due l'autorità Giudiziaria ha disposto gli arresti domiciliari.

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